Pd, apre lo sportello uscita assistita: le colombe ricevono un kit per lasciare Schlein senza strappi
Dopo l'addio di Picierno, il partito studia una procedura di separazione consensuale per dirigenti insofferenti: tessera, comunicato e foto finale con tristezza istituzionale.
Redazione

“Dopo l'addio di Picierno, il partito studia una procedura di separazione consensuale per dirigenti insofferenti: tessera, comunicato e foto finale con tristezza istituzionale.”
Nel Partito democratico l'ultima innovazione organizzativa non riguarda il programma, né la linea internazionale, né il rapporto con gli alleati. Riguarda l'uscita. Dopo l'addio di Pina Picierno, consumato con quella miscela tutta dem di dolore dichiarato e sollievo tattico, nel partito si starebbe ragionando su uno sportello di uscita assistita per dirigenti che non si riconoscono più nella casa comune ma preferiscono abbandonarla con una formula notarile e una certa compostezza da condominio alto-borghese.
Il servizio, spiegano fonti interne con il tono di chi non vuole ridere troppo vicino ai microfoni, offrirebbe un percorso personalizzato. Prima un colloquio con area riformista, poi una nota sobria ai giornali, quindi una sessione fotografica in cui si appare insieme all'ex segretario, all'attuale segretaria o a chiunque serva per dimostrare che il dissenso è serio ma non maleducato. L'obiettivo è lasciare il partito senza produrre rumori scomposti, come si fa con una porta che si vuole chiudere piano pur sapendo che tutti stanno ascoltando.
La vera difficoltà, in fondo, non è andarsene. È farlo mantenendo intatto il prestigio di chi resta e la spendibilità futura di chi esce. Per questo il kit immaginato comprende frasi già pronte: decisione sofferta, divergenze maturate nel tempo, rispetto personale, scelta politica non più rinviabile. Sono formule elastiche, ottime per ogni stagione. Permettono di cambiare casa continuando a sembrare parte dell'arredamento precedente.
Nel frattempo il Pd, come spesso gli accade, discute la separazione più della convivenza. È una competenza che il partito ha affinato negli anni: gestire l'addio con meno provincialismo di altri, ma con più modulistica. Se davvero nascerà lo sportello, non sarà un segno di debolezza. Sarà il riconoscimento maturo di una vocazione profonda: non tanto fare sintesi, quanto organizzare l'incompatibilità in modo civile, con ricevuta protocollata e malinconia ben distribuita.